The Witcher 3: Wild Hunt - prova

Che sia davvero l'inizio di una nuova generazione di GDR?

Los Angeles - L'attesa finalmente è conclusa. Dopo mesi di rumor, anticipazioni e indiscrezioni, dopo screenshot che hanno solleticato la curiosità dei giocatori di tutto il pianeta e teaser capaci di gettare ulteriore benzina su un fuoco già ampiamente avviato, in questo primo giorno di fiera siamo riusciti a mettere le mani si quello che, già da ora, si candida a pieno titolo come il gioco di ruolo dell'anno. Stiamo ovviamente parlando dell'ultima, attesissima fatica dei bravissimi CD Project Red, The Witcher 3: Wild Hunt.

La presentazione odierna presso la permanent room del team polacco è stata a dir poco entusiasmante, e seppur non sia stato possibile provare con mano il meraviglioso mondo che aspetterà nel corso del 2014 i possessori di PS4, Xbox One e PC, abbiamo tuttavia assistito a quasi un'ora di giocato, precisamente una missione della quest principale e un'interessantissima side quest.

Il codice mostrato, pur essendo ancora una pre-alpha, ci ha stupito per pulizia e stabilità. Il Red Engine 3, nuova revisione del motore grafico, svolge le proprie mansioni nel migliore dei modi, mettendo sul piatto della bilancia un titolo open world interamente realizzato in DirectX 11 (con annesse tessellazioni ed effetti avanzati di post processing) privo dell'alcun minimo segno di caricamento. E considerando le dimensioni dell'intero mondo di The Witcher 3, stimato un paio di decine di volte maggiore di quello del precedente episodio, capirete da soli quanto il traguardo raggiunto sia meritevole di lode.

L'avventura di The Witcher 3 richiede quasi 100 ore, tante sono le missioni principali/secondarie e le possibilità di gioco offerte dall'Arcipelago di Skellige (grande da solo come l'intera area di The Witcher 2), delle No Mans Land e della meravigliosa città di Novingrad.

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Il nuovo Red Engine 3 ha permesso di creare ambientazioni enormi che si perdono all'orizzonte, dando vita ad un enorme open world che non lascia trasparire il minimo tempo di caricamento.

The Witcher 3 racconta il viaggio personale di Geralt che, quasi ad assecondare un trend diffuso, appare più invecchiato e barbuto del solito. Una caccia selvaggia, come suggerito dallo stesso titolo, che lo porterà a visitare regioni evocative e pericolose, a combattere i mostri più disparati e a conoscere soldati, carpentieri o semplici abitanti di piccoli villaggi che, in un modo o in un altro, potrebbero influenzarne il percorso o addirittura avere effetti sul mondo di gioco.

"The Witcher 3 è un gioco che fa della storia l'assoluta protagonista"

The Witcher 3 è un gioco che fa della storia l'assoluta protagonista, che mette il giocatore costantemente di fronte a scelte morali capaci di stravolgerne il cammino. Il titolo CD Project è sì basato su un enorme sandbox, ma è un'esperienza emozionante che si muove parallelamente ad una sceneggiatura articolata e non lineare. Narrazione profonda è sinonimo di emozioni, veicolate attraverso un sistema di dialoghi revisionato e che, in relazione alla risposta selezionata, lascia trasparire lo stato d'animo di Geralt.

Ma veniamo alla prima missione principale presentata, "Hunter becomes hunted". Dopo aver assistito alla distruzione del piccolo villaggio di Dalvik ad opera di misteriosi soldati, da cui si salva miracolosamente il solo Bjorn, assistiamo all'ingresso in scena del nostro Geralt. Mentre si muove a cavallo tra le stradine di Kaer Trold non possiamo non notare come lo sviluppatore abbia dato vita ad un mondo vivo e brulicante, con persone che parlano, sbrigano diversi affari, sono immersi nella propria routine quotidiana e alle volte reagiscono persino al cambio del tempo.

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Ci vorranno quasi 100 ore per concludere The Witcher 3: Wild Hunt.

Dopo una chiacchierata con reggente dell'isola, scopriamo che la nostra prossima tappa è la piccola cittadina di Fayrlund, dove manco a farlo apposta si nasconde il povero Bjorn che, nel precedente disastro, ha perso il figlio e gran parte del senno.

"Gli sviluppatori hanno dato vita ad un mondo vivo e brulicante"

Veniamo così introdotti ad una delle prime novità "esplorative" di The Witcher 3, ossia la navigazione. Nel corso del gioco potremo infatti andare per mare a bordo di varie barche, purché le condizioni meteo ce lo permettano. Se la giornata è soleggiata, come nella nostra demo, la gita sull'acqua sarà piacevole e senza intoppi; ma basta un semplice cambio del vento per trasformare un pomeriggio estivo in una tempesta marina, capace di compromettere l'intera missione o addirittura di uccidere Geralt.

Qualora il viaggio dovesse essere troppo lungo, comunque, sarà possibile spostarsi sfruttando il Fast Travel. Si tratta di una feature inedita nella saga, che se da un lato permette di risparmiare tempo dall'altro rischia di far passare in secondo piano il lavoro di level design. Su stessa ammissione dei ragazzi di CD Project sarebbe ideale usarlo il meno possibile per godere di quelle foreste, laghi, pianure e montagne ricche di scorci incantevoli e di punti di interesse. Da qualsiasi parte ci si giri, in The Witcher 3 pare davvero esserci qualcosa capace di attrarre magneticamente la nostra attenzione, invitandoci apertamente all'esplorazione.

Per motivi di tempo, tuttavia, ricorriamo al fast travel e ci ritroviamo in una zona poco al di fuori del cuore cittadino di Fayrlund. A pochi metri da noi c'è un gruppetto di persone, che battono con insistenza alla porta di una casa. Pur non essendo obbligato ad avvicinarci al misterioso trio, Geralt li raggiunge per scoprire che si tratta di tre briganti che tengono in scacco l'abitante della casa.

"Qualora il viaggio dovesse essere troppo lungo, sarà possibile spostarsi sfruttando il Fast Travel"

Tempo di combattere, dunque, dando sfoggia del nuovo sistema di combattimento di questo nuovo episodio. Lo schema offensivo di Geralt è più reattivo e preciso, e permette di alternare fendenti e incantesimi magici con maggior maneggevolezza. Anche la controparte difensiva è stata revisionata, offrendo la possibilità di schivare con più precisione i colpi avversari, eludendone gli affondi, saltare e cambiare la posizione di guardia in relazione alla situazione, come ad esempio il numero dei nemici.

Stesi i banditi, possiamo dunque procedere. Pur non trattandosi di una vera side quest, il solo aver salvato l'abitante indifeso dai suoi aguzzini potrebbe portare delle conseguenze narrative inattese più avanti nella narrazione. Pochi metri più in là e siamo nuovamente costretti a combattere, questa volta contro un enorme bestia cornuta particolarmente coriacea e capace di confondere i sensi del Witcher con un incantesimo che lo rende più vulnerabile ai suoi attacchi. Sia chiaro, non si tratta di un boss ma di un "semplice" nemico. In tutto questo terzo capitolo non vi sarà un solo boss, e anche gli avversari più coriacei che incontreremo al termine di una quest rappresentano semplicemente un'esponente di una specifica razza. Razza che, per intenderci, popola l'arcipelago con più esemplari.

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Pur trattandosi di una versione in alpha, il codice mostrato in questo E3 ci sembra pulito e godibile.

Dopo aver ripreso le forze con una sessione di meditazione (durante la quale siamo rimasti stupiti nell'osservare l'ottima gestione del tempo, che scorre velocemente alternando sole, vento e pioggia), raggiungiamo finalmente il nostro obiettivo, Bjorn, che racconta di come nella sua fuga da Dalvik sia rimasto terrorizzato dalla vista di una nave volante fatta di resti umani che volava nella sua direzione. Ma nemmeno il tempo di avventurarci nella missione successiva che appare un abitante di Fayrlund annunciando la morte misteriosa di un concittadino per opera del fantomatico Spirito della Foresta. Eccoci dunque di fronte a "Heart of the Wood", la citata missione opzionale dove oltre al nuovo combat system saranno messe duramente alla prova le nostre abilità investigative.

"Il nuovo sistema di combattimento è più reattivo"

Gran parte della quest sarà infatti riservata all'analisi di prove ed indizi nella foresta, ricorrendo ai sensi del Witcher per individuare ogni possibile traccia. Muovendosi tra la boscaglia e applicando questa peculiare vista (che per certi versi ricorda la modalità Detective dei giochi di Batman), Geralt viene a scoprire che quello si pensava essere l'implacabile Spirito è in realtà un Leshen, un sanguinario mostro che attacca gli esseri umani spaventandoli con rumori minacciosi e suoni simili al gracchiare dei corvi. Dopo aver distrutto i tre totem che ne alimentano il potere (anche in questo caso, stanandoli con i sensi del Witcher) Geralt è pronto allo scontro finale, pur sapendo che la battaglia comporterà un sacrificio umano. Il Leshen infatti è legato a Hilde, un'ignara fanciulla del villaggio la cui morte è necessaria se si vuole eliminare una volta per tutte la scomoda creatura.

Nel corso della dimostrazione, Geralt viene messo con le spalle al muro dagli abitanti di Fayrlund, desiderosi di porre fine al tutto anche con le maniere più drastiche: spetta soltanto "a noi" dire loro la verità, e condannare la giovane ad una prematura dipartita, o ingannarli per il bene della fanciulla, condannando però l'intera comunità a morte sicura. Ecco un chiaro esempio di come le scelte del giocatore siano cruciali per l'intera economia di gioco.

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The Witcher 3 sarà disponibile per PC, PS4 e Xbox One. Se questa è la nuova generazione, possiamo davvero essere contenti.

Per dovere di cronaca, sappiate che nell'hands off odierno (e contrariamente alle nostre aspettative) Geralt ha "spifferato" il nome della sventurata, sacrificandola per la salvezza suoi stessi concittadini che saranno finalmente liberi dalla minaccia delle foreste. Minaccia che ha comunque visto impegnato lo Strigo in un combattimento serrato, dove ancora una volta abbiamo potuto osservare i significativi aggiornamenti alle meccaniche di combattimento.

Al termine di questa lunga presentazione (e ancor più lunga anteprima), l'impressione scaturita dalla nostra visita odierna ai ragazzi di CD Project Red è semplicemente strepitosa. The Witcher 3 ha tutte le carte in regola non solo per candidarsi come l'RPG dell'anno, ma conferma una narrazione profonda e matura, un gameplay reattivo ulteriormente impreziosito dai precisi aggiornamenti dei programmatori e, non ultimo, un motore grafico che regala paesaggi ispiratissimi capaci di togliere il fiato.

Storia, emozione, epicità e avventura, a cui si mescolano questo dopo quest le scelte del giocatore: The Witcher 3: Wild Hunt è poesia in movimento. E inutile dirvelo, è uno di quei titoli che dovreste tenere sotto controllo già da questo istante.

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Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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