Final Fantasy VII Remake - prova

Più di un semplice remake.

Col passare delle settimane Final Fantasy VII Remake si sta rivelando uno dei progetti più interessanti e ambiziosi attualmente sul mercato. Una cosa meno banale di quanto si possa pensare. Questo perché Final Fantasy VII è probabilmente il gioco più importante di tutto il catalogo di Square Enix e quindi era immaginabile che sarebbe stato trattato con un terrore reverenziale. Non solo perché è il Final Fantasy più amato, con buona pace del sesto capitolo, ma soprattutto perché è l'opera che ha sdoganato in occidente non solo la saga della Fantasia Finale, ma l'intero genere dei GDR giapponesi.

Ricostruire questo mostro sacro in chiave moderna avrebbe quindi potuto essere ritenuto un sacrilegio, non fosse che a farlo è direttamente Yoshinori Kitase, ovvero la mente dietro a titoletti quali Chrono Trigger, Final Fantasy VI e soprattutto l'originale FFVII. Il risultato è un piccolo miracolo in grado, almeno per il momento, di accontentare tutti.

Final Fantasy VII Remake, infatti, è sia incredibilmente fedele al capolavoro del 1997, sia profondamente diverso. E non parliamo del comparto grafico, ovviamente rinfrescato per essere all'altezza degli standard attuali. La struttura stessa del gioco e il gameplay, ovvero i due elementi cardine di un videogame, sono stati rivisitati in maniera intelligente e profonda.

Da quello che sappiamo Final Fantasy VII Remake arriverà nei negozi a "puntate". L'enorme esperienza originale, infatti, sarà frammentata in più parti, la prima delle quali arriverà il 3 marzo del 2020 in esclusiva PlayStation 4. Quanto della storia sarà contenuto in questo primo capitolo, se ci saranno delle parti inedite e soprattutto quando arriverà il resto del gioco è ancora avvolto nella nebbia, ma manca ancora diverso tempo all'uscita e molto probabilmente Square Enix centellinerà le informazioni nei prossimi mesi per mantenere alta l'attenzione intorno al suo progetto.

Il gameplay, invece, ormai dovrebbe aver ben poco da mostrare, se non come saranno gestite alcune delle mosse più avanzate o come si svilupperà la fase di esplorazione. In questi mesi, infatti, il team di Kitase ha sviscerato il rinnovato sistema di combattimento, mettendo a nudo la sua natura ibrida. Dietro una facciata spiccatamente action, infatti, batte ancora il cuore dell'Active Time Battle System. Anche in questo caso, infatti, Square Enix è riuscita nell'impresa di rinnovare completamente le meccaniche dello scontro, pur rimanendo piuttosto fedele all'opera originale.

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Il design dei personaggi è stato leggermente rivisto, anche in questo caso in chiave moderna.

Una cosa difficile solo da immaginare, visto che il sistema in tempo reale di Final Fantasy VII Remake sembra quanto più lontano dal sistema rigorosamente a turni del gioco originale. Square Enix sembra però aver fatto tesoro di quanto imparato con gli ultimi capitoli della serie o Kingdom Hearts per fare in modo che una certa profondità di possa celare dietro un gioco dall'apparenza così action.

Utilizzando la modalità "classica", infatti, Cloud e soci combatteranno in maniera automatica. Non dovremo, infatti, controllare direttamente i loro movimenti: i protagonisti si muoveranno per il campo di battaglia, cercheranno coperture e soprattutto eseguiranno gli attacchi standard, così da riempire automaticamente la barra azione. In questo modo potremo concentrarci nel gestire i menù delle abilità speciali dei guerrieri, esattamente come accadeva nel capolavoro per PlayStation 1. Tutto, infatti, è esattamente al suo posto. Ci sono mosse speciali da eseguire con le armi, la magie, le limit break e le evocazioni. In quest'ultimo caso non si tratterà di una "semplice" mossa dal potere devastante, ma si evocherà letteralmente una creatura dalle dimensioni gargantuesche sul campo di battaglia che lotterà al nostro fianco per un breve periodo. I suoi movimenti saranno automatici, ma potremo forzarla ad eseguire determinati attacchi, così da massimizzare il danno, magari costruendo delle combo assieme agli altri guerrieri.

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Ifrit non sarà semplicemente una mossa dalla potenza devastante, ma parteciperà in prima persona al combattimento.

In alternativa si potrà scegliere di controllare direttamente un personaggio sullo schermo, muovendolo in modo da evitare i colpi nemici, parando ed eseguendo spettacolari attacchi. Il risultato sono battaglie molto più dinamiche e spettacolari che in passato, nonostante il retrogusto, anche in questo caso, sia molto simile a quello originale.

Le brevi fasi di esplorazione che abbiamo potuto giocare durante la Milan Games Week non ci hanno dato la possibilità di di scoprire nel dettaglio come il gioco sarà strutturato... o perlomeno lo speriamo. Questo perché la breve fase introduttiva che ci ha portato al boss era decisamente molto semplice e lineare, sicuramente non all'altezza di tutto il resto del lavoro di restauro.

Oltretutto speriamo che il team di sviluppo introduca qualche elemento inedito, così da rendere più corposo ogni sotto capitolo col quale è stato riorganizzato questo remake. Al momento si sono visti solo alcuni minigiochi, ma sinceramente vogliamo qualcosa di più corposo. Questo perché Square Enix è riuscita in poco tempo a trasformare questo progetto da un "semplice remake" a uno dei progetti più interessanti del 2020. Nuovo e vecchio sembrano fondersi in maniera convincente soddisfacendo sia coloro che ancora si commuovono vedendo una foto di Aeris, sia quelli che sono alla ricerca del prossimo grande blockbuster col quale attendere l'arrivo della nuova PlayStation.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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