Giochi del decennio: la freschezza senza filtri di The Witcher 3 - articolo

"Sei grigio come mia nonna".

Con l'arrivo del 2020 abbiamo deciso di celebrare i 30 giochi che hanno lasciato il segno negli ultimi dieci anni. Potete trovare tutti gli articoli pubblicati nell'archivio dei Giochi del decennio, e leggere dell'idea da cui è nato il progetto nel nostro editoriale.

Mi ero dimenticato di quanto fosse divertente The Witcher 3.

Ho riso tantissimo giocando a questo titolo. Mi sento un idiota a dovervi spiegare che cosa mi abbia divertito perché mi fa sembrare un sempliciotto, ma sono proprio le cose casuali che dice la gente a farmi ridere. Cose come un ragazzo che mi passa davanti e dichiara: “Sei grigio come mia nonna” o il tizio che trascina il carro degli appestati che all'improvviso se ne rende conto ed esclama: “Fottuto inferno, che puzza!”. Ho ridacchiato quando il tizio che mi ha fatto finire KO durante un incontro di boxe mi ha chiamato “coglione” e sto ancora ridendo ricordandomi della persona che mi ha superato e ha scorreggiato.

Qui il Barone Sanguinario è coinvolto in primo piano. La cosa fantastica del suo linguaggio incredibilmente rozzo è che non si può fare a meno di ridere, il che rende la situazione in cui è coinvolto (e il colpo finale che sferra) più potente e affascinante.

Non voglio però dipingere il gioco come una commedia volgare, non si tratta di questo. Quello che voglio invece comunicarvi è quanto tutto sia concreto e senza filtri. The Witcher 3 non è quel tipo di festa in costume fantasy che tante volte abbiamo già visto. È un mondo, come il nostro, in cui il duro lavoro rende le persone difficili, senza tempo per i convenevoli, ed è proprio per questo che sembra così reale.

Se non fosse così reale e senza filtri, non avrebbe potuto offrirci qualcosa come il Barone Sanguinario. La sua è una storia di abusi domestici e familiari, una tematica così oscura che farebbe vacillare altri giochi, costringendoli a tirarsi indietro. The Witcher 3 invece non si è soltanto spinto fino a questo punto, ma ha anche tentato di farci cambiare idea su ciò che pensiamo di credere. Il Barone non è stato inserito semplicemente come un altro mostro che dovevamo combattere, ma piuttosto come un essere umano reale e imperfetto, da cercare di comprendere.

Luci ed ombre si alternano in The Wicther 3. E alleggerendo l'umore, il gioco crea spazio per riuscire ad affrontare i momenti più pesanti. Costruisci le tue storie sempre allo stesso modo e le persone si annoieranno presto e se ne dimenticheranno; continua a far salire e scendere il tono e riuscirai a distinguerti. The Witcher 3 riesce a distinguersi davvero: ogni volta c'è una sorpresa, un'altra delizia, e l'insieme costruisce un mondo di storie, non soltanto un lungo racconto.

Ci sono molti altri aspetti che, messi insieme, rendono The Witcher 3 un classico, ma per me è il mondo che è stato costruito a fare davvero la differenza. Nessun altro titolo fantasy che abbia giocato è riuscito a essere così tanto ricco e reale.

Vai ai commenti (2)

Riguardo l'autore

Robert Purchese

Robert Purchese

Senior Staff Writer

Bertie is senior staff writer and Eurogamer's Poland-and-dragons correspondent. He's part of the furniture here, a friendly chair, and reports on all kinds of things, the stranger the better.

Contenuti correlati o recenti

Articoli correlati...

Commenti (2)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza