In una lettera agli azionisti, Netflix fa il punto della sua situazione di mercato rivelando qualche interessante informazione sulle prospettive di crescita e, soprattutto, sui competitor individuati dal gigante dello streaming.

È quanto riferisce Gameinformer: "Negli Stati Uniti", recita il comunicato dell'azienda, "abbiamo guadagnato intorno al 10% del tempo trascorso sugli schermi televisivi e una cifra di tempo minore sugli schermi mobile. La nostra sfida, che perdiamo, è con Fortnite più che con HBO". È interessante notare come la percezione dei competitor di Netflix sia molto più orientata verso il settore dei casual game piuttosto che alla concorrenza diretta.

Le ragioni alla base di queste considerazioni, come sempre, stanno nei numeri. Netflix ha una base di 139 milioni di iscritti, a fronte dei 200 account registrati su Fortnite: tuttavia, gli utenti mensilmente attivi del titolo di Epic Games sono circa 80 milioni, mentre gli abbonati del servizio streaming fruiscono più regolarmente dei suoi contenuti, con circa 100 milioni di account attivi. Il problema sta nella frequenza di accesso: le connessioni a Fortnite sono più numerose, perché gli utenti tendono a preferire l'imprevedibilità di una sessione di gioco multiplayer all'incertezza di fruire a caso di qualche contenuto su Netflix.

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In questo modo possono aggredire il mercato mobile non più solo servizi quali Netflix stessa, Hulu, Amazon Prime Video e via discorrendo, ma una serie di altri concorrenti. Il colosso dello streaming video sembra aver fiutato il problema; ora resta da capire in che modo tenterà di farvi fronte. La battaglia per l'attention span di ognuno di noi è cominciata.

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Ivan Bececco

Ivan Bececco

Redattore

Le sue passioni più grandi sono la letteratura e i videogiochi: si è costruito una casa al confine tra questi due mondi e giura che, prima o poi, riuscirà ad allevare un drago.

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