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Tiny Tina's Wonderlands Recensione: Un gioco di ruolo esplosivo

Il Signore dei Draghi va sconfitto e questa volta per sempre!

Quando Wonderlands venne annunciato, ci fu un certo hype e interesse nei confronti del titolo di Gearbox. Un po' per l'istituzione che è la saga di Borderlands nel mondo videoludico, un po' perché l'idea di un FPS fantasy con meccaniche da gioco di ruolo faceva gola a molti.

Lasciare che la follia del brand confluisse in un'ambientazione di gioco totalmente opposta alle lande desolate e devastate di Pandora, che tanto ricordavano un mondo post-apocalittico stile Mad Max, era potenzialmente un rischio. Ne avevamo già assaporato le atmosfere col DLC del secondo capitolo "Assault at the Dragon Keep", forse una delle migliori espansioni mai create, un gioco nel gioco che esplorava la figura di Tina nel suo punto più critico.

Dopo aver provato in anteprima questa esperienza ne siamo rimasti davvero colpiti e, di fronte al gioco completo, ci siamo accorti di quanto avessimo giusto scalfito la superficie e di quanto enorme sia a tutti gli effetti il potenziale di Wonderlands. Quindi dadi alla mano, colpo in canna e via a sbaragliare orde di nemici nell'avventura fantasy più fuori dall'ordinario di sempre!

Il Signore dei Draghi è tornato e vuole prendere il controllo delle Terre delle Meraviglie per governare e schiavizzare i suoi abitanti. Guidati dalla "saggia" narrazione di Tiny Tina dovremo affrontare ardue sfide, pericolosi dungeon e nemici temibili per salvare il regno della regina "Stallone da Culo" dalla disfatta.

Prima di lanciarci in questo mondo caotico potremo creare il nostro personaggio, partendo dalle basi e scegliendo il proprio genere, la tonalità della voce, le caratteristiche fisiche e soffermandoci sul volto. L'editor è molto semplice, non troppo dettagliato, anche perché in un gioco del genere non conta la bellezza del protagonista ma il male che fa a chiunque osi porsi sul nostro cammino.

Dopo aver personalizzato l'aspetto fisico si può scegliere fra le sei classi disponibili, ognuna con abilità specifiche differenti, garantendo ogni volta un'esperienza di gioco nuova. Il bello però arriva giocando perché è al livello 12 che il giocatore sblocca la "multi-classe", potendo quindi acquisirne un'altra ancora e creando build sempre più variegate.

L'idea che vuole dare il titolo è proprio quella di distaccarsi dall'universo da cui proviene e ci riesce alla grande. Già muovendo i primi passi, al giocatore viene servito un cocktail ben dosato dei classici canovacci del genere del gioco di ruolo. A disposizione avrà infatti, oltre lo skill tree di classe, statistiche come "destrezza" o "forza" che potranno essere potenziate grazie ai punti eroe, disponibili ogni qualvolta salirà di livello.

Si potranno esplorare le terre delle meraviglie attraverso questa modalità che ricorda un vecchio GDR.

Anche le stesse ambientazioni compongono una cornice che tutto vuol sembrare tranne che uno sparatutto, parodizzando i classicismi del genere. In questo caso mutano a seconda del volere di Tina: una lussureggiante foresta si trasforma in una letale palude fungina, mentre un oceano dal blu intenso viene spazzato via da un attacco missilistico e cede il posto ad un canyon corallino devastato. La cosa più divertente è che davanti a queste situazioni si rimane a bocca aperta per lo stupore perché è in momenti come questi che ci si rende conto di star giocando a uno spin-off di Borderlands e non a un fantasy qualunque.

Nonostante la scrittura sia abbastanza basilare nella sua narrazione, con guizzi davvero niente male, va rivolto un plauso al modo in cui sono trattati i vari personaggi. Tralasciando la presenza di icone della saga come Torgue, ogni NPC è assolutamente adorabile. Più in questo capitolo che in Borderlands 3, la voglia di separarsi dallo spettro dell'iconico villain "Jack il bello" è presente e si fa sentire. "Il signore dei draghi" sicuramente ha una personalità che in alcuni momenti lo porta a essere una macchietta ma in altri ci ha lasciati senza parole per la sua brutalità.

Superata la prima zona, quella del tutorial insomma, ci siamo trovati a passeggiare per le terre delle meraviglie. Gli sviluppatori hanno infatti aggiunto un exploit molto singolare per spostarsi tra le varie aree: il nostro personaggio viene ridotto ad pupazzetto stile "chibi", il gioco cambia visuale e diventa un classico GDR di fine anni '90. E quindi oltre all'esplorazione delle mappe principali si può viaggiare attraverso il tavolo da gioco di Tiny Tina's sbloccando aree segrete, affrontando scontri casuali muovendosi nell'erba alta ed incontrando NPC che offrono quest secondarie molto brevi ma alcune volte necessarie per arrivare in zone inaccessibili.

Il signore dei draghi è davvero temibile: riuscirete a sconfiggerlo?

Ne avevamo parlato nell'anteprima e anche qui ci ritroviamo a confermare quanto il combat-system sia squisitamente divertente. Veloce, adrenalinico, in Tiny Tina's Wonderlands non bisogna mai fermarsi, alternando melee, shooting, abilità e magie per raggiungere il nostro fine ultimo: le ricompense.

È inutile evitare i combattimenti coi mob perché tutto ruota attorno al loot che il giocatore riceve dopo aver finito uno scontro: che sia un gruppetto di goblin o un'armata di scheletri corazzati non importa, dopo ogni scontro cadono armi e accessori come se piovessero dal cielo.

Questa frenetica ricerca degli oggetti migliori non è casuale. Ovviamente in un titolo con una componente looter-shooter trovare equipaggiamenti sempre più potenti è importante se non necessario ma è quando si apre l'inventario che ci si ritrova davanti ad una delle poche sbavature presenti. Confusionario e poco "user-friendly", abbiamo avuto difficoltà nel trovare e gestire gli oggetti appena raccolti, e puntualmente un oggetto che destava il nostro interesse andava perso, sommerso nei meandri dell'inventario stesso da altro loot.

Il ritorno di alcuni personaggi del mondo di Borderlands ci ha davvero colpito.

Abbiamo parlato della presenza di alcune criticità del titolo. La maggior parte di queste è legata ad un'ottimizzazione che scricchiola un po' portando a lunghe schermate di caricamento una volta avviata una partita, seguite da un evidente stuttering. Niente capace di minare l'intera esperienza, sia chiaro, ma problematiche del genere potrebbero scoraggiare l'acquisto, almeno fino a quando Gearbox non provvederà a fixare il tutto.

Tirando le somme, Tiny Tina's Wonderlands offre un'esperienza di gioco leggera e divertente, con delle feature molto interessanti. Non mancano alcune sbavature ma nel complesso è un titolo che va assolutamente provato.

8 / 10

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A proposito dell'autore

Gianluca Starita

Contributor

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