Dal Cuphead che si ispirava a Final Fantasy VII ai progetti futuri: parola a Studio MDHR

Tante curiosità da scoprire e la voglia di crescere ed espandersi.

Tra i progetti più interessanti di questi ultimi anni una menzione d'onore va indubbiamente a Cuphead, un progetto nato da una piccolissima software house e poi sostenuto da Microsoft che ha attirato milioni di giocatori grazie a un livello di difficoltà da non sottovalutare ma soprattutto a uno stile artistico e a delle musiche fantastiche.

Destructoid ha incontrato il co-creatore, Chad Moldenhauer, e l'artista e producer, Maja Moldenhauer, per discutere di Cuphead ma anche del futuro di Studio MDHR, dei progetti che verranno dopo l'acclamato run and gun.

Parlando della creazione di Cuphead gli sviluppatori hanno ovviamente discusso delle difficoltà economiche e di come il team sia cresciuto nel tempo. Lo sviluppo iniziò nel 2010 ma la natura da run and gun prese definitivamente forma solo nel 2013 quando il lavoro era ancora svolto come part time, tre o quattro ore a settimana. Le cose cambiarono a partire dal 2014: il team iniziò a crescere coinvolgendo sei persone e a metà 2015 si passò a 16 sviluppatori con l'inizio dello sviluppo vero e proprio.

Uno dei dettagli che più ha incuriosito moltissimi giocatori è il fatto che gli sviluppatori abbiano deciso di abbandonare i propri lavori e di ipotecare le proprie case per riuscire a lavorare al meglio sul gioco. Maja Moldenhauer commenta questa decisione con le seguenti parole: "Non consiglierei a nessuna persona di lasciare il proprio lavoro o di mettere un ulteriore ipoteca nello stesso giorno. Noi sapevamo esattamente ciò che volevamo e lo avremmo fatto non permettendo a nulla di distrarci".

Molto interessante anche il connubio tra gameplay e comparto artistico e le informazioni su ciò che venne deciso sin dall'inizio:

"Direi che il gameplay era deciso sin dall'inizio ma il comparto artistico arrivò dopo. Ci furono molti schizzi e stili diversi ma poi discutemmo tra noi e decidemmo che se questo doveva essere un progetto spinto dalla passione allora ci saremmo basati su qualcosa che amiamo. Amiamo i cartoni di quell'era e dopo che ce ne rendemmo conto non potevamo fare finta di nulla", racconta Maja, con Chad che aggiunge: "Prima di arrivare a quella decisione eravamo spaventati dall'idea di ricreare lo stile anni '30 a causa dell'impressionante mole di lavoro necessaria.

"Per questo motivo abbiamo cercato di replicare alcuni concept art iniziali di Final Fantasy VII e Jared (Moldenhauer) ebbe l'idea di iniziare il gioco in una scuola elementare. Avevamo pastelli e colori e un tacchino a forma di mano che poi, che ci crediate o meno, divenne lo Slime Bus. Poi scegliemmo definitivamente gli anni '30 e il resto è storia".

Ma quale sarà il futuro della software house? L'obiettivo principale è quello di espandersi:

"Abbiamo bisogno di crescere. Se dovessimo rimanere identici ci sarebbe bisogno di uno sviluppo lungo nuovamente sei anni. Dobbiamo crescere ma ci piace che tutti siano coinvolti in tutto. Anche il fatto che io e Jared dovremmo solo supervisionare sta sfuggendo al nostro controllo". A quanto pare i due sarebbero dei maniaci del controllo ha poi spiegato Maja.

Cosa pensate di Cuphead, delle curiosità svelate dagli sviluppatori e del possibile futuro di Studio MDHR? Vi piacerebbe un altro gioco sullo stesso stile o qualcosa di completamente nuovo e diverso?

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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