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La Missione Suicida di Mass Effect 2 è ancora il momento di massimo splendore di BioWare - articolo

Il destino dell'equipaggio della Normandy è nelle vostre mani.

L'ultima ambientazione di Mass Effect 2, la Base dei Collettori raggiungibile dal portale Omega 4, appare sullo schermo già pochi secondi dopo aver avviato il gioco. In lontananza, detriti in fiamme si accalcano sul disco di accrescimento di un buco nero: è un cimitero di navi spaziali che vengono lentamente attirate verso il loro inevitabile fato. Si tratta di una visione desolante che lascia presagire la destinazione finale del nostro viaggio mentre Mass Effect 2, con il suo strepitoso design, compone il puzzle che ci porterà alla nostra ultima avventura: la Missione Suicida.

A dieci anni di distanza dal lancio di questo secondo capitolo della serie, il suo finale rimane ancora uno dei punti più alti della produzione di BioWare e, nonostante il capitolo successivo sia riuscito a replicarne la grandezza in termini di coinvolgimento emotivo, la Missione Suicida di Mass Effect 2 rimane inarrivabile sotto il profilo della complessità delle scelte che il giocatore è chiamato a compiere.

Non tutte le conseguenze delle nostre azioni saranno prevedibili, ovviamente. La cosa più entusiasmante della Missione Suicida è che è possibile affrontarla alla cieca, sperando di aver fatto tutto il possibile per proteggere al meglio la nave e l'equipaggio. Eppure, avviandoci nel finale del gioco, veniamo comunque assaliti dai dubbi: forse non tutti riusciranno a tornare a casa sani e salvi.

La sensazione di incertezza e di rischio costante contribuisce a rendere emozionante l'ultima fase di Mass Effect 2 ma nasconde anche alcuni dei migliori esempi del gameplay basato sulle decisioni degli utenti creato da BioWare. Le scelte compiute durante tutto il corso dell'avventura convergono nel finale ed è questo l'elemento più affascinante di questa intensa missione conclusiva. Negli anni successivi, comunque, è stato creato un diagramma di flusso per chiarire e svelare le meccaniche alla sua base.

Ecco Omega-4, da non confondersi con gli Omega-3, ottimi per preservare le articolazioni del corpo umano.

L'intera storia di Mass Effect 2 ruota attorno alla necessità di assemblare una squadra e di guadagnarsi la loro fiducia in modo da prepararsi al meglio per questa delicatissima missione finale. Il team, composto da una serie di alieni, qualche ex-nemico e alcuni fragili alleati, è sicuramente il più ampio e variegato dell'intera trilogia. Quando l'ultima avventura ha inizio, è veramente emozionante lanciarsi nel pericolo a bordo della Normandy assieme alla famiglia con cui abbiamo passato dozzine di ore, con la terribile sensazione che qualcuno di loro potrebbe anche non tornare indietro.

Ben presto ci renderemo conto che chiunque è in pericolo di vita: la sequenza introduttiva della missione vede la Normandy saltare attraverso il portale Omega-4 direttamente nelle fauci della Nave dei Collettori (la stessa che ha distrutto la Normandy originale nelle prime battute di Mass Effect 2). Proprio qui, mentre Shepard è impegnato a combattere contro le truppe di invasione dei Collettori nella stiva di carico, iniziano a susseguirsi le prime morti.

Se non avete dato credito agli avvertimenti del vostro equipaggio circa l'importanza di prepararsi per la battaglia (e, più nello specifico, se non avete potenziato a dovere la Normandy stessa), assisterete alla dipartita dei primi tre compagni di squadra. Il gioco esegue una rapida ispezione sulle condizioni della nave e controlla se avete migliorato la corazza protettiva del vostro vascello per determinare la riuscita del viaggio. Se non avete apportato le giuste modifiche, Jack verrà subito uccisa da un'esplosione nel suo nascondiglio sotto coperta.

Successivamente vengono controllati i livelli di potenza delle barriere e del cannone che, se non risultassero sufficientemente sviluppati, potrebbero portare alla morte di altri due membri dell'equipaggio: il primo a causa di un ulteriore detonazione nella sala motori e il secondo per la caduta di una paratia. Uno dei due compagni sarà scelto tra quelli che compongono il party in quel preciso momento mentre l'altro sarà preso a caso dal resto del team.

Come se non bastasse, tutto questo accade ancora prima di aver messo piede nella Base dei Collettori. Se non vi siete preparati a dovere per affrontare questa missione, inoltre, potreste assistere ad un altra sequenza brutale che aprirà la strada ad un potenziale massacro successivo. Anche perdere un singolo componente della squadra porterà a conseguenze catastrofiche.

Dopo un atterraggio di emergenza sulla superficie della base, Shepard raduna i suoi compagni sopravvissuti e deve assegnare a ciascuno di essi un determinato compito. Il giocatore dovrà scegliere attentamente a quali membri del team affidare le varie attività in base alle loro competenze specifiche (ed è la prima volta che questa meccanica si presenta, nell'intera durata del gioco). È un processo che diventa progressivamente più complicato man mano che si procede nella missione e iniziano a verificarsi le perdite: più compagni perderete, più si assottiglieranno le vostre possibilità di successo.

Riunione di famiglia.

La prima di queste decisioni da compiere è la necessità di scegliere uno specialista da infiltrare nei condotti di aerazione e un alleato da mettere a capo di una squadra di supporto. Per i condotti, la scelta migliore è Tali grazie al suo curriculum di esperta in tecnologia (ma se non avete approfondito la sua conoscenza, potreste non essere al corrente di queste sue abilità). Altre opzioni possono essere Legion o Kasumi ma potreste non averli nemmeno mai incontrati se non avete prestato sufficiente attenzione a missioni e attività opzionali (Kasumi, in particolare, è diventata disponibile solo con un DLC post-lancio). Se assegnate il compito a qualunque altro membro dell'equipaggio, assisterete alla loro inevitabile morte durante la missione.

Mentre vi fate largo combattendo attraverso la Base dei Collettori, verrete assaliti da ondate sempre crescenti di nemici potenziati dal Generale dei Collettori e riceverete comunicazioni costanti dai compagni a cui avete assegnato i due ruoli. Nonostante siano fuori dalle telecamere per gran parte del tempo, potrete avvertire chiaramente la loro presenza e ciò contribuisce a costruire un'atmosfera di rischio costante. Lo specialista infiltrato nei condotti, in particolare, sarà spesso in pericolo di vita: dovrete agire in prima persona per eliminare gli ostacoli sul loro cammino anche se, in fin dei conti, è tutta un'illusione creata dai designer del gioco.

Quando vi riunirete con lo specialista inviato nei condotti, una porta si bloccherà e il team secondario dovrà fornire fuoco di copertura per assicurare la sopravvivenza di tutti gli altri membri della squadra. Proprio in questo snodo focale della trama, le scelte che avete compiuto in precedenza porteranno a diverse conseguenze. Avete scelto la persona giusta da inviare nei condotti (Tali/Legion/Kasumi) e avete conquistato la loro lealtà nelle fasi precedenti del gioco? Se sì, allora siete a posto. Avete scelto la persona giusta da mettere al comando del team di supporto (Miranda/Jacob/Garrus) e anche lui vi era fedele? Se sì, allora siete a posto. Se avete rispettato tutti questi requisiti, lo specialista dei condotti sopravvivrà ma, in caso contrario, dopo aver completato la sua missione verrà colpito a morte dalle armi dei nemici.


Una volta completata questa sezione, il ritmo dell'azione cala e il genere cambia. In un momento che pare arrivare direttamente da un film horror sci-fi, troverete alcuni membri del vostro equipaggio che erano stati rapiti in precedenza intrappolati in disgustose capsule, pronti ad essere liquefatti. Per essere chiari, si tratta di personale logistico della nave come il Dottor Chakwas o la segretaria Kelly Chambers, sequestrati quando i Collettori si sono introdotti a bordo della Normandy.

Il destino di queste persone è stato già deciso e dipende da quanto velocemente vi siete diretti al Portale Omega-4 dopo il loro rapimento (ovvero quante missioni avete completato nel frattempo). Vi siete precipitati in loro soccorso o avete perso tempo in giro per la galassia ignorandoli? Il momento del loro rapimento è una sorta di punto di non ritorno per la loro sopravvivenza ma il gioco vi avverte che non sarà possibile tornare indietro solo dopo aver scelto di partire alla volta di Omega-4.

Quell'avvertimento può spingervi a spendere ulteriori ore nella raccolta di materiale necessario alla buona riuscita della missione o a completare le richieste dell'equipaggio ma è anche l'unico punto del gioco in cui dovreste affrettarvi a raggiungere un determinato punto dell'universo. Se siete partiti velocemente per il salvataggio, i membri del gruppo sopravviveranno o, altrimenti, alcuni di loro saranno liquefatti davanti ai vostri occhi.

Finito questo macabro spettacolo, la situazione torna a movimentarsi e dovrete compiere ulteriori decisioni. A questo punto dovrete scegliere uno specialista biotico per proteggervi con un campo di forza mentre vi avventurate attraverso uno Sciame di Cercatori e dovrete anche determinare quale dei vostri compagni mettere a capo della squadra di supporto. Infine, come se non bastasse, dovrete anche incaricare un terzo componente della squadra di portare al sicuro gli ostaggi presso la Normandy, un compito delicato e rischioso dal momento che saranno da soli e non in condizioni di sostenere un combattimento.

Tocca a te dare da mangiare ai pesci, ora!

Lo specialista biotico, proprio come nel caso dei condotti, dovrà essere qualcuno con le giuste abilità. Le scelte migliori, in tal senso, sono Jack, Samara o Morinth mentre, per la squadra di supporto, dovrete selezionare ancora uno tra Miranda, Jacob o Garrus. Miranda potrebbe sembrare una buona scelta anche per le attività da specialista biotico ma, grazie alle sue doti di leadership maturate nel corso dell'avventura, il gioco la ritiene più indicata come comandante della squadra di supporto.

Dopo aver compiuto le vostre scelte, sarete catapultati in una sezione di combattimento in cui il vostro specialista biotico vi seguirà proteggendo voi e la vostra squadra con un potente campo di forza. Quando raggiungerete il secondo team, se non avrete preso le giuste decisioni lo Sciame di Cercatori aggredirà il vostro specialista biotico e lo trascinerà nell'oscurità (avete scelto Jack, Samara o Morinth e avete costruito un buon rapporto con loro? Tutto ok! In caso contrario, assisterete alla loro morte). Lo stesso discorso vale per il team di difesa che, se non avrà il giusto leader, verrà decimato dai colpi dei nemici (avete scelto Miranda, Jacob o Garrus e vi sono leali? Ok, sopravviveranno! In caso contrario, moriranno anche loro).

Proprio mentre state contando le vittime di questa prima parte dell'assalto, riceverete una chiamata da Joker e EDI a bordo della Normandy che vi aggiorneranno sulla sorte dei membri logistici del team presi in ostaggio dai Collettori. Se avete mandato un membro leale della squadra a scortarli fino alla nave, tutti loro sopravviveranno (si tratta di un'ottima occasione per portare al sicuro compagni più deboli come Mordin e garantire la loro sopravvivenza, prima dello scontro finale). Se, invece, avete scelto un compagno poco leale o avete deciso di non mandare nessuno a scortare i superstiti, tutto il party morirà e la Normandy apparirà molto più desolata, al vostro ritorno.


L'ultima parte della Missione Suicida è la più lineare: sceglierete, come avete fatto nel resto del gioco, due compagni da portare con voi nella battaglia finale mentre tutti gli altri copriranno la vostra avanzata. Eppure i calcoli per sapere chi sopravvive, in questo caso, sono i più complessi dell'intera serie. Prima di gettarsi nella mischia, Shepard terrà un ultimo, epico discorso alle truppe in cui potrete decidere se ispirare eroismo o manifestare la vostra arroganza.

A questo punto della storia le alternative su chi lasciare indietro a difendervi potrebbero già essere abbastanza ridotte ma dovrete comunque preferire qualcuno che sia abbastanza robusto da poter reggere gli assalti nemici. L'ultima linea di resistenza, dunque, dovrà includere personaggi più coriacei come Grunt o Zaeed e dovrete evitare di assegnare lo scienziato Mordin o la tecnica Tali a questo compito. Una volta compiuta questa scelta, le meccaniche nascoste del gioco avranno fatto il loro corso: la sopravvivenza vostra e del vostro team sarà già stata decisa.

Manca solo una sezione di combattimento sulle piattaforme fluttuanti dei Collettori che conducono al punto meno riuscito dell'intera missione: il Razziatore Umano. Si tratta dell'unico Razziatore della serie che non assomiglia... beh, a un Razziatore! I dialoghi successivi tenteranno di spiegare le sue fattezze e di giustificarle con una sorta di larva interna ma la sua stessa presenza apre a una serie di contraddizioni poco sensate. Diciamocelo, era un mero pretesto per darvi qualcosa di grosso a cui sparare.

Meno ne parliamo, meglio è...

Non ci resta che affrontare la boss battle (quella in cui dovrete sparare ai tubi luminescenti) e, in questo momento, il gioco farà un rapido controllo dei personaggi lasciati nelle retrovie a difendere la vostra avanzata e determinerà le conseguenze di quella scelta. Poco dopo verrete messi al cospetto di un altro bivio apparentemente importante: potrete salvare o distruggere la Base dei Collettori. L'esito di entrambi i percorsi potrà essere visto solo in Mass Effect 3 ma influenzerà anche il dialogo conclusivo tra Shepard e l'Uomo Misterioso.

Al netto del percorso che avrete scelto, dopo aver battuto il Razziatore Umano dovrete affrontare le ripercussioni della vostra ultima decisione relativa alla squadra. Tra quelli che avete deciso di portare con voi, il calcolo è semplice: se vi erano leali, sopravvivranno; in caso contrario, no. E per quanto riguarda le retroguardie? Il calcolo è un po' più complicato: si basa sull'indice di sopravvivenza nascosto (che potrà essere influenzato dal loro grado di lealtà) in relazione al numero di compagni in vita in quel momento. Può sembrare un concetto confuso ma il diagramma di flusso qui sotto può darvi un'idea del funzionamento di questa meccanica.

Durante la nostra prima run nella Missione Sucida siamo arrivati a questo punto senza vittime solo per scoprire, successivamente, che Tali (la compagna che avevamo lasciato nelle retrovie) aveva perso la vita. È stata l'unica perdita tra i membri del nostro equipaggio ma abbiamo ricaricato il salvataggio e affrontato nuovamente tutta la missione per poterle salvare la vita.

A questo punto, il fato della vostra squadra è stato deciso e la missione si avvia verso il proprio epilogo con la Normandy che si fionda su di noi per salvare i sopravvissuti. Shepard, ovviamente, è l'ultimo a lasciare il campo di battaglia e deve saltare verso la nave mentre Joker fornisce fuoco di supporto. È proprio qui che può verificarsi l'ultima morte: quella dello stesso Shepard. Un check automatico determinerà il suo fato: se ci sono meno di due alleati in vita, lo vedrete cadere verso la morte.

Crediti dell'Immagine:speedemon92


Potrete affrontare la Missione Suicida di Mass Effect 2 con Shepard che guida una squadra di 12 componenti. Alcuni di essi provengono direttamente dal primo episodio della trilogia mentre altri saranno facce nuove che avrete imparato ad amare sulla strada verso il Portale Omega-4. È incredibile pensare che alcuni di loro (o anche tutti) possano perdere la vita qui, a metà della saga.

Solo la morte di Shepard è considerata non-canonica: la sua sopravvivenza è un prerequisito per importare il salvataggio in Mass Effect 3. È come se BioWare creasse una propria versione de 'L'Impero Colpisce Ancora' uccidendo Han, Leia e Chewie prima di produrre anche Il Ritorno dello Jedi. È un titolo audace che, per stessa ammissione del team, ha causato qualche grattacapo a BioWare nella pianificazione del capitolo finale della trilogia.

Ma questa è un'altra storia. Quando parliamo di Mass Effect 2, anche a dieci anni di distanza dal lancio, siamo ancora sorpresi da quanto fosse meravigliosa questa missione conclusiva e quante variabili ci fossero in gioco, dietro le quinte. Creare qualcosa di così complesso con tanti personaggi coinvolti dimostra che gli sviluppatori erano al top della propria forma e, un giorno, speriamo possano bissare questo incredibile traguardo.

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Tom Phillips

Deputy Editor

Tom is Eurogamer's deputy editor. He writes lots of news, some of the puns and makes sure we put the accent on Pokémon.

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