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Gran Turismo 7: giocatori professionisti non valorizzati da Polyphony decidono di abbandonare il gioco

Correre è bello ma lo è anche poter pagare le bollette.

Il mondo degli eSport si sta evolvendo molto rapidamente, soprattutto in quelli motoristici dove piloti digitali trovano posto come collaudatori reali di vere costruttrici e che spesso, si trovano a stretto contatto con campioni di Formula 1, WRC, WEC e così via.

Tra tutti i piloti presenti in questo panorama, esistono alcuni che sono stufi di ricevere semplici pacche sulle spalle o premi inutilizzabili per una reale crescita nella carriera, alla vincita di un torneo prestigioso. Questi piloti sono soprattutto quelli di Gran Turismo.

In una lunga intervista rilasciata a Jalopnik, il campione Lewis Bentley ha raccontato diversi retroscena sulla questione, con una Polyphony Digital che in sostanza, paga in visibilità. Sembra una storia molto italiana ma in realtà ha connotati decisamente internazionali.

Bentley racconta un episodio specifico in cui, nonostante la vittoria al FIA-Certified Gran Turismo Championships, un torneo in cui si guida in un team composto anche da un influencer, il premio è andato solo quest'ultimo e poco importa se il grosso del lavoro l'abbia fatto il pilota professionista.

Altri piloti raccontano come ci sia del disagio sul trattamento ricevuto da Polyphony, con premi molto spesso inutili come orologi e volanti. Si vorrebbero dei premi in denaro come avviene negli altri eSport, soprattutto per investire nella crescita della propria carriera. Così, molti piloti hanno scelto altri lidi dove attecchire: del resto di campionati esport motoristici ne esistono a bizzeffe e anche ben pagati.

Polyphony dovrebbe cominciare a cambiare passo, raccogliendo più sponsorizzazioni possibili per pagari questi professionisti che passano gran parte della loro vita a limare i decimi di secondo. Resta da vedere come risponderà la software house a queste critiche.

Fonte: Jalopnik

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Marcello Ribuffo

Contributor

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